Benessere
  • Questo blog, spaziando dalla medicina alla psicoterapia, mira a far riscoprire un sereno rapporto medico-paziente basato sulla fiducia e sul dialogo

    A cura di Federica Leva
  • 9.5.13

    Lunga vita ai genitori!

    Avere figli allunga o accorcia la vita? E per quale motivo?

    Indovino la risposta di molti: "Dipende dal figlio! Se è scalmanato, l'accorcia, se è bravo e dà soddisfazioni, l'allunga." A parte le disquisizioni legate al temperamento del pargolo, secondo uno studio danese pubblicato sul 'Journal of Epidemiology and Community Health' aver figli allunga la vita. Lo studio è stato condotto su oltre 20.000 coppie in cerca di un bimbo attraverso la fecondazione assistita. La mortalità delle coppie che non riuscivano ad avere un piccolo era più alta e più precoce rispetto alle coppie che riuscivano a concepire. Le donne infertili tendevano a morire in seguito a tumori, malattie cardiovascolari o incidenti con una frequenza quattro volte superiore rispetto alle mamme... (continua)
    24.4.13

    Cos’è l’autismo?

    Qual è la sua prevalenza, nel mondo? É secondario a un modello genitoriale scadente o dipende da altri fattori? É possibile trattarlo con adeguata terapia e riportare il soggetto alla normalità?

    Secondo Classificazione dei disturbi psichici e comportamentali nell'infanzia e  nell'adolescenza a cura dell'OMS l’autismo è "una compromissione dello sviluppo che si manifesta prima dei tre anni di vita e da un tipo caratteristico di funzionamento anormale nelle aree dell'interazione sociale, della comunicazione e del comportamento che è limitato e ripetitivo". Come riportato nella definizione, l’esordio è precoce, di solito entro i primi 2 – 3 anni di vita, e la sua prevalenza è in costante aumento. In Italia la prevalenza dell’autismo è ancora oggi ampiamente sottostimata... (continua)
    14.4.13

    Medicina estetica: cos’è, a chi serve,
    impatto sulla psiche del paziente

    Intervista all’esperto del settore, il chirurgo estetico e ricostruttivo.

    Si sente parlare sempre più spesso di interventi di chirurgia estetica, ma molte domande sono ancora avvolte nella confusione: in cosa consistono? Qual è la differenza fra trattamento estetico e ricostruttivo? Può un trattamento estetico avere anche finalità terapeutiche? E a chi ci si può rivolgere, se si ha necessità d’intervenire su qualche aspetto del proprio corpo? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Mara Buoro, laureata in Medicina e Chirurgia, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica... (continua)
    7.4.13

    Genitori amici… forse troppo

    Il rapporto fra genitori e figli si sta evolvendo, assecondando i cambiamenti legati alla nostra epoca.

    Nonostante l’età materna e paterna si stia sensibilmente a
    lzando, i nuovi genitori sono sempre più simili ai figli, creando con loro una forte complicità negli interessi comuni e nell’aspetto fisico. Non è inusuale che padri e figli condividano gli stessi hobbies o lo stesso lavoro, né che le madri istruiscano le figlie negli aspetti più femminili della vita. Non è un dato sorprendente, anche in passato le due generazioni hanno cooperato l’una con l’altra, forgiando un nuovo anello storico e sociale fatto di confronti, dissapori e consensi. Fino a pochi decenni fa, tuttavia, la distinzione del ruolo genitoriale da quello filiale era netto e definito. Il genitore vestiva in un determinato modo, aveva interessi “tipici della sua età”, aveva modi di fare caratteristici, da persona matura. Oggi, invece, il confine generazionale si sta sempre più assottigliando... (continua)
    29.3.13

    Depressione e rapporto di coppia

    Com’è la vita di coppia, quando uno dei due partner è depresso? Come bisogna comportarsi, se il nostro compagno ci accusa d’essere la causa dei suoi malesseri?

    In questi giorni, una cara amica mi ha confidato un suo problema personale, e ispirandomi alle sue vicende ho pensato di scrivere un articolo dedicato a un problema che assilla molte coppie: il coinvolgimento del partner in un quadro depressivo. Che cos’è la depressione? Secondo la Classificazione ICD10 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché si possa definire un quadro di depressione è necessario che siano presenti almeno due dei seguenti sintomi... (continua)
    23.3.13

    Infarto: cause, precauzioni e consigli

    Che cos'è l'infarto? E cosa fare quando si notano i primi segni?

    In questi giorni, una nota casa farmaceutica (Lortaan) mi ha inviato una mail in cui si rievoca l’ultima scena del celebre film di David Lean, “il dottor Živago”, dove viene mostrata la morte per infarto del dottore. Cito dalla mail: “«Secondo un aforisma di Boris Pasternàk, “il futuro è la peggiore di tutte le astrazioni, il futuro non arriva mai”. L’infarto che stronca la creatura probabilmente più nota del grande autore russo, il dottor Yuri Živago, non solo chiude praticamente il romanzo, ed il grande film che ne ha tratto David Lean, ma anche la prospettiva storico-esistenziale dello stesso Pasternàk. La Rivoluzione è finita, e il suo sogno tramontato. Yuri, medico coscienzioso e uomo attento alla vita ed alla morte, lo aveva capito da tempo... (continua)
    12.3.13

    Mobbing sul lavoro: una vessazione da combattere!

    Se ne se sente parlare sempre più spesso, e molti lo subiscono nell’impotenza. Ma che cos’è il mobbing?

    Il termine mobbing origina dal verbo inglese “to mob”, tradotto come “Assalire in massa o in modo tumultuoso, accerchiare, circondare, assediare, attaccare”. Il termine rievoca l’immagine di animali o persone che circondano minacciosamente un membro del gruppo, tendenzialmente per indurlo alla fuga e all’esilio. Nell’ambito delle scienze giuridiche, il mobbing è definito come “l’insieme di atti o azioni che si ripetono per un considerevole periodo di tempo, compiute da uno o più soggetti... (continua)
    5.3.13

    Gli errori da non commettere quando un amico
    ti confida di essere depresso

    La Depressione è un disturbo invalidante, che rende il soggetto apatico, disinteressato alla vita e costantemente malinconico.

    Il disturbo può essere correlato a eventi traumatici improvvisi, come lutti, perdita del lavoro, separazioni, traslochi, nascite (depressione post-partum), etc… ovvero a tutte quelle situazioni che, più o meno d’improvviso, destabilizzano il soggetto, minando un equilibrio di vita ormai collaudato e rassicurante. Incapace di reagire alla perdita, il depresso si richiude in se stesso e perde la voglia di vivere. I sintomi, pur nella loro varietà, riconducono inevitabilmente a un quadro di tristezza, lentezza e asocialità. Anche l’aspetto fisico tende “al basso” e alla chiusura difensiva. É mio interesse approfondire questo disturbo dell’umore in un secondo articolo, analizzando più nel dettaglio la classificazione, i sintomi e la reazione del depresso al suo malessere... (continua)
    27.2.13

    Disturbi dell’apprendimento

    Intervista all’esperto del settore, il pedagogo.

    Cos’è un pedagogo? In quali circostanze un genitore dovrebbe valutare l’intervento di questa figura professionale, nel percorso educativo del proprio figlio? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Deborah Turrini, laureata in Scienze dell’Educazione, iscritta all’albo interno dell’ANPE (Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani) e referente regionale dell’ANPE Veneto, lavora come pedagogista in libera professione a Verona... (continua)
    20.2.13

    Perché si stona? Il canto, croce e delizia delle corde vocali

    É terminata da poco la settimana sanremese e, anche se non ho seguito il festival, non ho potuto fare a meno d’ascoltare le canzoni in gara, trasmesse senza sosta alla radio o reperibili su vari siti internet connessi con Youtube. In questa sede non giudicherò la qualità delle canzoni e neppure le singole interpretazioni, ma mi soffermerò sull’aspetto più medico/anatomico del canto.

    Chiunque abbia studiato musica avrà distinto i cantanti intonati da quelli calanti o francamente stonati, e avrà percepito quella sensazione di sfiato, da mantice bucato, che ha sporcato l’interpretazione di alcuni brani, rendendoli meno gradevoli all’ascolto. Perché un cantante stona, cala o sfiata? Per la mancanza di un corretto equilibrio fra la colonna d’aria sorretta dal diaframma e l’apertura delle corde vocali. La perfetta combinazione fra il movimento del muscolo diaframmatico e l’emissione della voce si apprende con il tempo, attraverso un allenamento costante e mirato, sotto la guida di maestri preparati – diffidate degli insegnanti improvvisati! Bravi cantanti non sono necessariamente validi insegnanti... (continua)


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