Benessere
  • Questo blog, spaziando dalla medicina alla psicoterapia, mira a far riscoprire un sereno rapporto medico-paziente basato sulla fiducia e sul dialogo

    A cura di Federica Leva
  • 13.2.13
    Con il termine pet therapy s'intende una terapia basata sull'interazione uomo-animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.[1]

    In quest’articolo non mi soffermerò sulle figure mediche e assistenziali coinvolte in questa splendida forma terapeutica, ma voglio accennare ad alcune esperienze a cui ho assistito lavorando con soggetti psichiatrici e disabili. Gli animali che partecipano alla pet therapy sono generalmente gatti, cani, cavalli, asini e delfini, ma non tutte le strutture sono organizzate per poter ospitare animali così impegnativi. Un centro psichiatrico di Varese accompagna i propri pazienti in un maneggio vicino perché possano svolgere una regolare attività d’ippoterapia. L’attività si svolge a piccoli gruppi di quattro o cinque pazienti al massimo, di cui uno solo monta in sella, per poi cedere il posto a un altro compagno alla seduta successiva. I codegenti assistono e collaborano come richiesto dall’istruttore e dall’educatore di riferimento. La gestione del cavallo e il suo accudimento cooperano con altre forme terapeutiche nell’aumentare la consapevolezza del sé, l'autostima e il proprio grado di autonomia.

    La Fondazione Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago, Varese, struttura per disabilità complesse, sia fisiche che mentali, non ha a disposizione grandi animali per svolgere attività di pet therapy e due educatori delle sezioni maschili hanno proposto una variante con l’uso di pesci rossi, neon e pulitori. I pazienti più autonomi, ma pur sempre gravi, si occupano quotidianamente di nutrire i pesci e collaborano alla pulizia dell’acquario. Essere delegati a nutrire gli animali, a volte anche solo con un gesto simbolico, è un merito grande prestigio, e i prescelti sono orgogliosi della fiducia che viene loro concessa.

    «In linea con i principi della pet therapy» ha dichiarato l’Educatore Emilio Novali «L’attività si svolge arricchendo il significato “relazionale” degli ospiti con i pesci, facendoli sentire importanti per la loro sopravvivenza. La partecipazione dei degenti alla manutenzione dell’acquario non è una semplice attività relazionale, con l’impiego di sole abilità manuali, ma anche un momento d’interazione e di dialogo.»

    Mentre mi mostra la stanza in cui è ospitato l’acquario, Novali mi spiega che l’accudimento dei pesci è scandito da rituali ben precisi: il “buon giorno”, la “buona sera” e il “buon appetito”. Ogni ospite conosce il suo compito (accendere la luce di mattina e spegnerla di sera, nutrire gli animali, partecipare alla pulizia periodica dei vetri e dei filtri), e lo svolge con competenza.

    «La gestione dell’acquario» interviene l’Educatrice Clotilde Brunella, che da tempo sta affiancando Novali nell’ambito di questa attività. «Ha permesso agli ospiti di vivere anche momenti emotivi particolari, come il lutto per la morte dei pesci più anziani e la nascita degli avannotti. Significativi sono anche il piacere e l’entusiasmo degli ospiti di rivedere i loro protetti dopo un periodo di vacanza.»

    Novali mi ha confidato di avere in animo di voler prendere anche un criceto. Personalmente la riterrei un’esperienza parallela molto interessante. Poter prendere in mano l’animaletto, accarezzarlo e sentirne il cuore battere contro il palmo della mano potrebbe essere un’esperienza emotiva unica, per alcuni pazienti. Gli auguro di riuscire nel suo progetto e, in alternativa, di proseguire sull’originale strada della pet therapy con i pesci, che ormai in Sacra Famiglia festeggia i dieci anni d’età.


    Manuale Operativo Regionale regione Veneto (file.pdf) (Tratto da WIKIPEDIA)
     

    Sono presenti 11 commenti

    ory deva ha detto...

    Buongiorno! Sono un'operatore socio-sanitario e nella vita privata ho un grande amore e rispetto per gli animali, che nella mia famiglia sono in maggioranza. :-) Sono vegana. Nell'anno 2012 ho
    frequentato un corso per diventare pet therapista insieme ad uno dei miei cani....ma poi per problemi
    familiari non siamo riusciti a dare l'esame. Comunque abbiamo l'attestato di partecipazione. Ovvio che credo moltisimo nei risultati di questa disciplina prima di tutto perchè l'ho provata di persona, poi nella mia vita privata ho avuto conferme tangibili. Mi rattrista purtroppo l'ignoranza che ancora impera intorno a questa pratica.....nonostante il giudice Buffone di Varese abbia recentemente emesso una legge che permette ai piccoli animali l'ingresso nelle strutture sanitarie. L'ho ringraziato personalmente, ma purtroppo ogni struttura si regola da sè spesso vietando l'ingresso agli animali. Ringrazio come sempre Federica per i suoi interessanti articoli.

    Federica ha detto...

    Grazie, Ory, e complimenti per aver frequentato un corso di pet Therapy assieme al suo cane. Per curiosità, cosa facevate? E il cane come si comportava, a lezione? Buona giornata! Federica

    ory deva ha detto...

    Rispondo con piacere.....il corso si è svolto prima con un'abbondante parte teorica...i docenti erano una pet-therapista che esercita soprattutto all'ospedale Niguarda di Milano ma anche altrove e tiene corsi di pet-therapy con le sue due bellissime labrador Happy ed Angie. Lei è la sig.ra Patrizia Spada. Poi la dott.ssa Emanuela Valena che ci ha tenuto lezioni di anatomia e comportamento del cane, poi ci sono state persone che hanno portato la loro esperienza tra cui la brava Patrizia Fossati che si è buttata a capofitto in questa attività,poi i docenti dell'Ipse di varese..questa parte senza cani. Poi la parte pratica nei campi di agility con l'educatrice cinofila Gigliola che ci ha dato le dritte e ci ha fatto provare con i cani i comandi di base....abbiamo simulato un percorso d'esame con il cane....ma per questo ognuno doveva lavorare ogni giorno a casa con il proprio cane....alla fine l'esame alla sede di Meda. La scuola si chiama dog 4 life onlus. I cani di noi allievi erano diversi l'uno dall'altro ma tutti più o meno, prima o poi, obbedivano ai comandi. Il segreto era dar loro un premietto tipo un biscottino e un rinforzo positivo tipo bravoooo!!! Devo dire che premesso che ogni razza può fare pet-therapy...il mio che è uno shit-zu ha qualche difficoltà ad obbedire...chi conosce la razza lo sa molto bene...avrei dovuto passare ore ad impartirgli ordini e un po' per mancanza di tempo un po' perchè Lenny è insofferente ai comandi ho lasciato perdere. Comunque posso affermare che i miei cani fanno pet- therapy in casa con una persona invalda che vive con me e passa molto tempo con loro e con i due gatti....e visto che non abbiamo aiuti assistenziali devo ringraziare i miei animali che stanno con il malato quando io sono al lavoro. Avrei molti esempi sull'argomento....per ora vi saluto ma vorrei postare una cosa molto carina....http://www.milanosanita.it/public/protagonisti/associazioni/140-happy-e-gli-altri-cani-dottori-il-valore-della-pet-therapy.asp

    Gabriella Nicolini ha detto...

    Amo molto gli animali anche se, detto in tutta sincerità, ed Ory Deva che mi conosce lo sa, reputo che sarebbe meglio vivessero fuori casa. Non parlo certamente di pesci o canarini ma di cani e gatti. A parte questo aspetto sono convinta che occuparsi di un animale possa essere assolutamente utile per la salute mentale di un ammalato (anche psichiatrico) o di anziani e perchè no anche della nostra.
    Grazie Federica. Come sempre un articolo molto interessante!

    Anonimo ha detto...

    Mi complimento per la bravura e la competenza.
    Silvio.

    Anonimo ha detto...

    Nella provincia di Verona è già da anni che le fattorie didattiche mettono in pratica la pet-therapy, attraverso cani, gatti, conigli, asini, cavalli....insomma ogni genere di animale. Sono luoghi molto curati, gestiti da personale competente. Propongono domeniche a tema e feste varie, è un'occasione bellissima anche per bambini senza particolari problemi. Se ti và si può programmare. Grazie per i tuoi utili articoli.
    G.

    Anonimo ha detto...

    Forse una parte dell'aiuto la si ha nella "neutralità" dell'animale, che contrariamente agli esseri umani non ha aspettative nè pregiudizi... :)
    Chiara

    Anonimo ha detto...

    Anche se purtoppo ora non ne posso tenere in casa, ma prima ne ho sempre avuti, sono assolutamente convinta del valore e dell'utilità degli animali nella cura degli ammalati di ogni genere. Complimenti per l'articolo.

    Qing Cai ha detto...

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