Benessere
  • Questo blog, spaziando dalla medicina alla psicoterapia, mira a far riscoprire un sereno rapporto medico-paziente basato sulla fiducia e sul dialogo

    A cura di Federica Leva
  • 2.7.13
    Non tutto è come sembra

    Scrivendo su questo blog, ho avuto modo di entrare in contatto, più o meno personalmente, con genitori che hanno a cuore la salute psicofisica dei loro figli, e desidero dedicare questo articolo a una mamma in particolare, dopo essere stata interpellata per un problema del figlio. Si tratta di un caso di comportamento regressivo, con sfoghi aggressivi, a cui sarebbe stato facile attribuire una causa evidente, e che invece nascondeva una ragione di tutt’altra natura. Matteo – nome di fantasia - è un bambino di quasi dieci anni. Ha un fratellino più piccolo, con cui ha un buon rapporto, anche la sua gelosia nei confronti della figura materna, che vorrebbe tutta per sé, è inequivocabile. In alcune circostanze, le sue manifestazioni di rabbia nel dover dividere la madre con altri bambini è stata palese e spiazzante. Oltre le normali scaramucce tra fratelli, in passato il figlioletto di un’amica è stato ospitato in casa loro per due settimane, e Matteo ha avuto reazioni violente e disarmanti, con minacce di fuga e tentativi più o meno maldestri di sabotare il piccolo ospite.

    Ora, a distanza di tre anni da quell’episodio, Matteo si comporta in modo insolito. Da qualche mese, ha ripreso comportamenti regressivi dimenticati ormai da tempo, come camminare strascicando i piedi, assumere una parlata bambinesca e assecondare scoppi di vitalità incontrollabili. La regressione si manifesta soprattutto a scuola, e sono proprio le maestre a convocare la madre per esporre la loro preoccupazione. Giulia, la mamma, le ascolta con apprensione, e anche se la rivelazione la ferisce, decide di far seguire il bambino da uno specialista e si rivolge a uno psicologo. Come tutti, pensa che si tratti di un disagio legato all’attaccamento morboso del figlio nei suoi confronti, ma lascia che sia lo psicologo a parlare con il bambino per capire che cosa lo turbi. Intanto, le vacanze di Natale sono vicine, e in questi giorni accade un fatto significativo, ma che si svela pienamente solo in seguito al confronto con lo psicologo. Matteo si reca in pediatria per una visita di controllo, e accetta con gioia alcuni dolcetti che un corpulento Babbo Natale sta distribuendo ai piccoli pazienti. Anche Giulia ringrazia, e mentre il bambino stringe felice il sacchettino fra le mani, escono dall’ospedale. Pochi passi oltre l’uscita, Matteo si ferma, tirando la mamma per un braccio. «Che succede?» si preoccupa Giulia, e Matteo le indica una mendicante, seduta a terra, con un cartello che recita: “Sono cieca e ho fame”. Senza pensarci, il bambino le lascia i suoi dolci, dicendo che a casa ne ha altri, e non ha bisogno anche di questi. Giulia è sorpresa, orgogliosa del gesto del figlio, ma anche perplessa.

    Qualche settimana più tardi, Giulia viene convocata dallo psicologo. Dopo aver parlato con il bambino e aver esaminato alcuni disegni, è giunto a una conclusione: Matteo è cresciuto con un senso del dovere esasperato, deve accettare situazioni che non gradisce, comportarsi da fratello maggiore, etc… Ha così cristallizzato il suo stile di vita in una nevrosi paralizzante, che però sta iniziando a mostrare i difetti della sua struttura. Quando non riesce più a resistere nella gabbia che si è costruito da solo, Matteo esplode, assumendo o comportanti regressivi o esagitati. Proprio per questa sua conformazione mentale, Matteo ha un grande rispetto per il mondo degli adulti e, ancor più degli altri bambini, non ammette che un adulto possa mentire o essere scorretto. Se accade qualcosa che lo fa sentire inadeguato, se ne attribuisce la colpa. Giulia ripensa all’episodio della mendicante e alla fiducia con cui il figlio le ha ceduto i suoi dolci, convinto che potessero servirle a sfamarsi. Un adulto si sarebbe posto il dubbio s’una possibile menzogna, da parte della donna; Matteo, no.

    Modificati alcuni comportamenti dei genitori, Matteo ha iniziato a rilassarsi, a non concepire più la vita con quel rigore esasperante che lo stava soffocando. Ha presto abbandonato i comportamenti regressivi, non essendo più necessari per controbilanciare il rigore morale che si è autoimposto, e gli ultimi disegni hanno mostrato un bambino più sereno e sinceramente affezionato alla famiglia. Anche il suo rapporto con la mamma si sta rilassando, divenendo meno esclusivo e soffocante.

    Ora, Matteo deve solo imparare che non tutto quello che vede e sente corrisponde alla verità, nemmeno se proviene dal mondo degli adulti, e quando se ne sarà convinto, potrà guardare alla vita con quel barlume di spirito critico che gli sarà essenziale per entrare nella giovinezza.

    Sono presenti 17 commenti

    Anonimo ha detto...

    Bentornata! Ciao:

    Anonimo ha detto...

    Cavolo dottoressa, come sempre bell'articolo e molto interessante! Per fortuna con mia figlia (almeno per ora...) non si presentano questi problemi, ma almeno uno sa quali segnali tenere d'occhio!!!! È proprio vero che la mente umana ha mille risvolti!!! Un bacio. M.B.

    Anonimo ha detto...

    bell'articolo Fede....
    x fortuna i miei coniglietti sono meno complicati ;)

    Anonimo ha detto...

    Veramente un bellissimo articolo, complimenti.
    Isabel

    Gabry Dalla Costa ha detto...

    Sono stata contenta di rileggerti Federica. Non ci crederai ma parlavo di questo argomento con un mio collega giusto ieri sera. Ha un figlio (figlio di sua moglie in prime nozze) che ha 9 anni e presenta problematiche simili. In più è molto aggressivo. in particolare da quando è nata la sorellina. Ora mi è più chiaro cosa possa essere successo a questo bimbo. E' in cura con lo psicologo da un anno. Speriamo che anche lui risolva il suo problema al meglio. Grazie Fede sei sempre molto brava a scrivere e ti leggo molto volentieri.

    Gabry

    Federica ha detto...

    Grazia tutti per il passaggio. Gabry Dalla Costa, quest'articolo non è la sola cosa che avevi da leggere di mio, quest'anno... Hai letto anche il libro?Grazie, M.B., penso che tua figlia non abbia grandi problemi :) Buona giornata! Federica

    Anonimo ha detto...

    Ciao Fede come al solito è un piacere leggerti, BRAVA!! Vale

    Anonimo ha detto...

    Felice di tornare a rileggere un suo articolo dottoressa. Come sempre non si finisce mai di imparare nel difficile compito del genitore. In Italia purtroppo si sottovalutano ancora troppo certe manifestazioni "strane" da parte dei figli e non c'è ancora (come invece in America p.e.) la mentalità di rivolgersi ad uno specialista, per far seguire i propri figli, prima che sia troppo tardi. Abbiamo fior di psicoterapeuti da noi... approfittiamone...
    Con stima Dr.ssa - Nicola

    Federica ha detto...

    Grazie, Vale e Nicola. Per fortuna, nonostante viviamo in Italia, ci sono genitori che non aspettano il crollo dei figli, prima di rivolgersi a uno specialista. Nel caso di Matteo, son state necessarie poche sedute per inquadrare la situazione e decidere con i genitori una condotta correttiva a carattere familiare. Buona serata! Federica

    Anonimo ha detto...

    Un articolo che mi ha interessata moltissimo!
    Ciao!
    Chiara :)

    Anonimo ha detto...

    Purtroppo atteggiamenti simili non sono rari anzi, è che purtroppo i genitori non si rendono conto spesso del problema o preferiscono non vederlo per paura di far analizzare il comportamento agli specialisti (e purtroppo psicologi o psichiatri vengono visti di mal occhio per pregiudizi - vedi il discorso pazzia)Invece io ritengo che sarebbe opportuno aiutare a "crescere" questi bimbi e soprattutto ritengo che "responsabilizzare" i fratelli maggiore sia il peggior errore che possa esistere.
    bentornata doc :-)
    Monica

    Anonimo ha detto...

    Molto interessante e.. come spesso accade le cose non sono come sembrano!
    Sheila Varesano

    Anonimo ha detto...

    E' bello poter leggere ancora i suoi articoli che trattano sempre argomenti esplicativi che interessano a tanti genitori e persone a contatto con bambini. Ho un nipote che ha le caratteristiche di Matteo , lui deve sempre essere all'altezza di ogni situazione più grande di lui , le maestre lo hanno definito "un adulto nel corpo di un bambino" fortunatamente ho notato dei miglioramenti proprio la settimana scorsa ,in vacanza da me. Merj

    Hua Cai ha detto...

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