Benessere
  • Questo blog, spaziando dalla medicina alla psicoterapia, mira a far riscoprire un sereno rapporto medico-paziente basato sulla fiducia e sul dialogo

    A cura di Federica Leva
  • 8.2.14
    In queste ore, il web è diventato un’enorme cassa di risonanza per il video di una quindicenne picchiata da una coetanea, all’uscita dell'Itc Erasmo da Rotterdam di Bollate, mercoledì 5 febbraio.

    La scena ha un carattere personale, di vendetta, e difatti sembrerebbe che “La Giovii” - così è stata identificata una delle due, sia su Facebook che su Ask.fm - abbia aggredito l’altra ragazza – Sara, La Marro” - per aver difeso un’amica, colpevole d’essere fidanzata con l’ex ragazzo di Giovanna. Nel video “la Giovii” prende a calci la rivale, la butta a terra, le strattona i capelli e scalcia in testa, nonostante l’altra le chieda di fermarsi. Se l’audio non inganna, la si sente anche bestemmiare. Tutt’attorno, i compagni di scuola ridono, divertiti dallo spettacolo fuori programma, inneggiano allo scontro. Esaltata dall’incoraggiamento, Giovanna diventa ancora più violenta e solo quando un’amica la trattiene la scena ha finalmente fine.

    Uno spettacolo abominevole.
    Su facebook, l’ira degli utenti è rovente. Contro “la bionda” sono stati scagliati insulti e minacce di ogni tipo, e quasi tutti si rivolgono a lei definendola “bulla”. Ma si tratta davvero di un episodio di bullismo? Non in senso stretto, perché il bullismo è caratterizzato dalla reiterazione dell’atto persecutorio nei confronti della vittima, e questo sembrerebbe essere un episodio isolato. Le due ragazze si erano già minacciate alcuni giorni fa e “La Giovi” ha deciso di aggredire l’odiata rivale prima per metter fine alla situazione.

    Su Ask.fm di La Giovii @LaGiovii142 (profilo che sembrerebbe essere vero, http://ask.fm/LaGiovii142/best), si legge:
    Amica: “Secondo me la marro ti ammazza ahahah quella mena tantissimo”
    Risposta: “Buono allora conosci lei ma non conosci bene me! E dato che lei dice di darmele martedi venisse da me e mi alzasse le mani poi vediamo chi le prende io o lei!”
    Ora, in questa sede non è nostro interesse indagare le intenzioni delle due ragazze ed effettuare un processo che non è di nostra competenza. Questa vicenda offre invece spunti di riflessione di più ampio respiro.

    Perché una ragazza dovrebbe picchiarne un’altra con tanta cattiveria? E’ possibile che si tratti di un episodio di violenza casuale? Ne dubito, e leggendo la pagina di “la Giovii”, su Ask.fm, emergono molto spesso espressioni che riconducono alla violenza, sia in referimento al caso in questione sia ad altre situazioni. Probabilmente, per lei battersi con qualcuno è la norma – infatti scrive: “Non è la prima tipa che ho picchiato quindi risse con tipe che avevano le palle le ho fatte!” - e non percepisce il suo gesto con la stessa gravità con cui è stato accolto dagli utenti, in rete.

    E che dire dei compagni che assistevano alla lite, ridevano e si lasciavano andare a volgarità? Forse, le figure peggiori, in questa storia, sono proprio loro. Le due ragazze avevano una ragione personale per affrontarsi, ma loro non hanno alcuna giustificazione per aver omesso il soccorso a colei ch ein quel momento era più debole e che pure ha chiesto più volte il loro aiuto. Il branco le circondava, le seguiva con i cellulari per riprendere la scena e ben si guardava dall’intervenire, per non rovinarsi il divertimento. Sì, perché assistere a una scena di violenza a discapito di qualcun altro può essere piacevole e rassicurante. Si prova la trionfante sensazione che, fino a quando l’attenzione dell’aggressore è rivolta verso un’altra persona, si è al sicuro. Rafforzati nell’unità del branco, i ragazzi gioivano d’essere spettatori e non vittime. Qualcuno incalzava, come se si fosse trovato a uno squallido incontro di donne nel fango – avete presente? Chi avesse cercato di separare le due ragazze avrebbe creato una breccia in quella vile solidarietà, disgregando il clima di crudele complicità che si era creato. E per quasi due minuti, nessuno è intervenuto. Poi, notando che la cosa poteva degenerare, una ragazza si è frapposta fra “La Giovii” e “La Marro” e il pestaggio si è interrotto.

    Non ci è dato si sapere cosa sia accaduto subito dopo il video, ma sappiamo che i carabinieri di Rho hanno aperto un’indagine in seguito alla denuncia dei genitori della ragazza picchiata. In rete, s’inneggia al linciaggio mentre “la Giovii” si difende, giurando d’essere dalla parte della ragione.

    L’episodio fa riflettere sulla percezione della violenza che dilaga fra i giovani d’oggi. Non soltanto da parte di chi commette l’atto, ma anche e soprattutto di chi assiste senza ritenersi in dovere d’intervenire. Ieri, 7 febbraio c.a., Selvaggia Lucarelli ha intervistato la zia di Sara (testo completo, qui). Sara, come molte vittime di pestaggi, non ha raccontato nulla in casa, forse per timore dell’intervento dei genitori. Quando si subisce un torto, spesso si preferisce tenerlo per sé, perché parlarne lo renderebbe ancor più vivo e difficile da accettare. Scoperto l’accaduto tramite i video che sono impazzati per la rete, la famiglia si è rivolta alle autorità competenti. La zia di Sara riferisce che si è trattato di un vero e proprio agguato e che molti ragazzi erano presenti con i cellulari con lo scopo di riprendere il pestaggio e divertirsi. «Sara ha ematomi e contusioni» scrive Selvaggia Lucarelli «Ma più che altro è molto provata psicologicamente. E' molto delusa dalle amiche che non l'hanno difesa.»

    In casi come questo, una domanda riaffiora spesso e ritorna, immancabilmente, anche adesso: dove sono i genitori di questi ragazzi? Che valori – o disvalori – hanno trasmesso, perché i loro figli siano cresciuti violenti, cinici e indifferenti, davanti all’umiliazione di una loro coetanea? E ancora, come stanno affrontando la vicenda? Consolando e difendendo i figli, o hanno il coraggio di metterli di fronte alla loro vigliaccheria e di punirli, com’è loro diritto e, soprattutto, dovere di educatori? Non dobbiamo stupirci che accadano questi episodi, quando la famiglia è sempre meno solida e sempre meno un modello di riferimento per i ragazzi. Al giorno d’oggi, gli adolescenti hanno tutto, sono spesso annoiati e non accettano la frustrazione di sentirsi negare qualcosa, che sia un oggetto o una persona. Non riuscendo a sostenere la contraddizione, si sfogano in modo istintivo e primordiale, esercitando il proprio potere su qualcosa di esterno – oggetti, animali, persone – che li facciano sentire potenti. Se poi il branco incita, la sensazione di potere si accresce, fino a dar luogo a manifestazioni di potenza inaccettabili.

    I primi a dover essere educati sono i genitori. Perso per strada il loro ruolo pedagogico, sostituito da un inopportuno legame d’amicizia o di fratellanza, i genitori non si pongono più come un modello etico ma come amici e compagni d’avventura. Il loro rapporto con i figli non è più basato sull’educazione e sul controllo, ma sta diventando sempre più lasso e paritario. Anziché punire, si passa sopra alle malefatte, le si giustifica, con il pretesto che “son tutte ragazzate”. I ragazzi, consapevoli di poter fare tutto quello che vogliono, vivono alla giornata, senza pensare alle conseguenze dei loro gesti, perché “tanto poi ci pensa papà, a sistemare le cose”. Questa è la generazione che sta avanzando, e se gli adulti non riprenderanno in mano le redini del loro ruolo familiare e sociale, si degenererà sempre di più verso un’anarchia dei valori che ci riporterà agli stadi iniziali della nostra evoluzione.
    E’ questo che vogliamo davvero?

    Sono presenti 24 commenti

    ory deva ha detto...

    Sono agghiacciata....ma non sorpresa purtroppo.....quello che mi vien da dire è sempre e solo che conta di più l'esempio per educare un figlio che qualsiasi altro mezzo/metodo...senza giudicare nè polemizzare sulla vicenda accaduta. Nessun genitore è perfetto, dalla mia esperienza di figlia ricordo che nelle situazioni più critiche mi bastava pensare alla faccia di mia madre per tornare sulla "retta via"..Credo che oggi il rapporto genitori- figli sia cambiato è naturale, ma questo non implica un'anarchia per assenza di valori...l'esempio e solo l'esempio, secondo me è il messaggio più diretto che passa da padre/madre ai figli. Grazie Federica per lo spunto di riflessione.

    Federica ha detto...

    Condivido appieno, Ory! Ci vorrebbero più modelli sani, che provenissero sia dalla famiglia sia dalla scuola. Nessuno pretende la perfezione, ma un po' di sforzo, sì. Per fortuna, ci sono ancora genitori che sanno educare i figli... speriamo che siano sempre più numerosi! Buona serata, Federica

    Anonimo ha detto...

    E' uno dei tanti episodi che mi fa pensare a quanta responsabilita' ha la mia generazione nei confronti delle generazioni successive. Noi non siamo genitori, siamo rimasti figli ed i nostri figli, sono. . . FIGLI di FIGLI. Saiz

    Connie Furnari ha detto...

    Questi sono gli adolescenti di oggi... I GENITORI DOVREBBERO SOLTANTO VERGOGNARSI, VERGOGNATEVI!!! Non c'è più il rispetto per l'altro

    Anonimo ha detto...

    il comportamento della ragazzina è da imputarsi con ogni probabilità ai genitori, trovo squallida la violenza verbale e social nei suoi riguardi, non serve a niente e ci mostra il basso livello degli italiani, pronti a scagliarsi subito contro il carnefice di turno senza fermarsi un attimo a pensare e facendo mostra di cattiveria inaudita. Si parla di una ragazzina di 14\15 anni, se ha già dei problemi così non penso sia tutta colpa sua, così come tutto il retroscena della vicenda svela una realtà davvero triste nella quale vivono questi ragazzini di periferia

    Gian Paolo Grattarola ha detto...

    Non riesco a trovare parole adeguate a esprime il mio stato di profondo sgomento. Mi riconosco pienamente nelle tue considerazioni, che trovo assai adeguate. Talvolta, nel duro attraversamento del nostro tempo, mi piace pensare che i ragazzi costtuiscano la parte migliore della nostra società e mi ttrovo a riporre in loro aspettative di miglioramento che stento invece a trovare in noi adulti. Per questa ragione il tuo articolo è come una sassata nei vetri. Infrange ogni mia speranza. E mi disorienta pensare a quale sarà il loro domani se queste ne sono le premesse...

    Daniele Aiolfi ha detto...

    Federica, sono 40 anni che i genitori italiani, e non solo, hanno abdicato al difficile, duro, faticoso ruolo di educatori e questi sono i risultati, La scuola ci ha messo del suo annullando il rispetto, il senso della gerarchia, il cameratismo tra insegnanti e studenti e ora stiamo raccogliendo i frutti di cotanta non educazione.

    Federica ha detto...

    Buongiorno a tutti. Daniele, la pensiamo nello stesso modo. Proprio così, Connie, non c'è più il rispetto per l'altro. Gian Paolo, mi dispiace d'aver infranto con una sassata le tue speranze. Una volta dilagava una severità eccessiva, ma adesso siamo approdati sulla sponda opposta, dove non si è considerati bravi genitori se non si concede tutto ai figli. E non parliamo della scuola. Sgrida un ragazzo o mettigli una nota e i genitori ti appendono alla lavagna... La società ti insegna a non rispettare il prossimo, la televisione ti illude che si possa fare tutto e senza gravi conseguenze, perché tutto, in qualche modo, si sistema. Io voglio comunque credere che ci siano ancora genitori disposti a sobbarcarsi il duro compito di insegnare la vita ai figli, e spero che, come spesso accade, l'onda torni nuovmente a spostarsi verso un'aurea mediocritas fatta di affetto ma anche di disciplina. Buona domenica a tutti!

    Anonimo ha detto...

    Sono daccordo che se i figli sono così dipende tutto dai genitori ma non sono daccordo sul fatto che per voi adesso tutti i ragazzi del futuro siano così perché voi dite questo solo dopo aver visto questo video che rapprrsenta i ragazzi d oggi in modo negativo io ho 15 anni e penso sinceramentr che sia stata una cosa bruttissima questa ma io se fossi stata là avrei provato a fermare la rissa subito e così la pensano altre persone che conosco questo prova che non tutti noi rqgazzi siamo cosi e tutto dipende solo dalla famiglia dai genitori e dall educazione!!

    Federica ha detto...

    Nessuno che dice che tutti i ragazzi siano così. Nelle mie risposte ho infatti sottolineato per due volte che ho comunque ancora fiducia nei ragazzi e nelle famiglie. Qui si stava solo commentando l'indifferenza di QUESTI ragazzi e voglio davvero sperare che altri avrebbero reagito, com'è sucecsso a Pavia, durante un altro pestaggio ancora peggiore di questo. I compagni hanno difeso la ragazzina più debole e l'hanno letteramente strappata dalla mani dell'altra, che continuava a gettarla a terra e a tirarle calci in faccia. Voglio sperare che i ragazzi siano più come questi ultimi che non come quelli del video di Bollate. Buona domenica.

    giannirock ha detto...

    Posso solo dire che - fortunatamente - non tutti gli adolescenti sono così, ma è altrettanto vero che episodi del genere non sono più rari e quindi la situazione è seria, anche perché gli esempi che hanno i ragazzi, ovvero gli adulti, non sono affatto migliori...

    Federica ha detto...

    Ciao, Gianni. Io voglio davvero sperare che gli adulti tornino a essere modelli e che i ragazzi possano crescere in contesti familiarei e sociali più sani e sereni. Siamo noi a creare la società, con le nostre azioni, gli esempi e la voglia di far crescere i ragazzi in un futuro degno d'essere vissuto. Conosco ragazzi che non si sognerebbero mai pestare in questo modo una compagna e voglio credere che il loro numero possa aumentare. Buona giornata!

    Anonimo ha detto...

    Il bullismo esisteva anche trent'anni fa, con la differenza che i genitori mollavano due salutari scapaccioni e obbligavano a chiedere "scusa". La cosa più triste, oggi, avendo a che fare con i giovani, è vedere come l'arroganza e l'aggressività li trasformino nei piccoli capi del branco e come questo sia nella quasi totalità dei casi accompagnato da una profonda ignoranza, dalla mancanza di cultura, oltre che di educazione.
    Avendo avuto a che fare con personcine del genere in più di un'occasione, mi sono resa conto che "spiegare" loro le cose non è possibile: tu parli piano e loro urlano. Tu spieghi e loro prevaricano.
    Tempo fa mi capitò, dopo una lunghissima discussione che non portò a nulla, di fare una citazione dai Vangeli... ci volle un po' perché la ragazza in questione capisse (e fraintendesse, ovviamente). La sua risposta fu una sfilza di improperi&bestemmie, precisando che "lei" era cristiana e quindi non mi azzardassi a tirare in ballo le cose sacre.

    Anonimo ha detto...

    Ancora una volta D.ssa Lei propone un argomento di scottante e (in questo caso) drammatica attualità. E' vero, non si deve fare di tutta l'erba un fascio, ma è altrettanto vero che l'impressione generale che provo e sono convinto (anche dopo aver letto i vari commenti) di non essere l'unico, è che ormai stiano andando alla deriva certi capisaldi dell'educazione, dell'etica comportamentale, del rispetto degli altri nell'approcio alla vita, come ce li impartivano i nostri genitori (io non sono più tanto giovane anzi). Come dice la Sig.ra Ory, tutti siamo stati bambini e personalmente a me bastava lo sguardo di mio padre a farmi gelare il sangue e vi garantisco che ero un bimbo davvero scatenato (insomma, un bambino). Ah, tengo a precisare che mio padre in rarissimi casi me le ha suonate (perchè a volte ci vogliono cari miei), mi bastava come ho già detto lo sguardo ed il tono della voce. Questo rispetto nei confronti dei genitori poi, quando si inizia a vivere fuori dal protettivo ed educativo (almeno nei presupposti) guscio famigliare, lo si riserva anche alle persone con le quali ci si ritrova a vivere assieme. Compagni di scuola e di compagnia in età adolescenziale. L'esempio dei genitori è il primo imput che i figli recepiscono e che poi risulterà determinante nel loro approcio alla vita quando inizieranno a vivere "fuori di casa", quando, in una fascia d'età un po' turbolenta che tutti abbiamo attraversato, chi più chi meno, tendono a sentirsi padroni del mondo.
    Una caro saluto D.ssa. Nicola

    antos ha detto...

    finchè gli adulti continuano a far figli ed affidarli a baby sitter, nonne o scuole a tempo pieno sicuramente non si ottiene altro che violenza a 360°. gli adulti se fanno figli, devono prendersi questa responsabilità e seguirli in ogni momento della loro vita, finchè raggiungono almeno la maggiore età. i ragazzi non hanno più limiti né paletti e questo è un grande errore. togliete i telefonini a questi ragazzi (già li possiedono all'età di 6 anni) e togliete i pc. la curiosità è molta nei giovani e quindi vanno sempre ad esplorare tutto ciò che è "proibito", creando una confusione tale da non capire più cosa è giusto o sbagliato, xke tutto ciò che è virtuale è a portata di mano e quindi difficilmente riescono a scindere questo, dalla realtà. così si battono esattamente come avviene nei videogiochi come se fosse una cosa normale e giusta. finché i genitori non si mettono in testa che i ragazzi vanno seguiti, va a finire che i pochi "sfigati" che naturalmente seguono una via sana e giusta, si adeguano scimmiottando i "trasgressivi". sta diventando un Bronx il mondo giovanile e a mio parere le scuole dovrebbero adottare un provvedimento molto importante nei confronti dei genitori: farli analizzare da uno psicologo. sì, proprio i genitori, xke sono proprio loro che di base devono sapere seguire e guidare i loro figli.
    genitori: se non avete tempo xke il lavoro non ve lo consente, i figli non fateli. quando sarete in grado di procreare e seguire a tempo pieno questi ragazzi, allora tutto cambia ed anche i ragazzi non si sentiranno abbandonati. impareranno i valori fondamentali che una famiglia può dare e capiranno che tanti comportamenti sbagliati si possono ovviare in modo molto diverso e naturale. Antos

    Anonimo ha detto...

    Educare,dal latino "portare fuori"...
    Quindi x educazione, bisogna intendere la capacità dell'adulto di far emergere le qualità e il sapere innato del bambino!!!
    Quindi se si fa un buon lavoro da piccoli,non divrebberero esistere adolescenti così...Ketty

    Gionia Pizzario ha detto...

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